Acli Terra: trasparenza e qualità grazie all’etichettatura
 

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, per l’approvazione del Disegno di Legge sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari.

“Siamo di fronte a un passo importante e decisivo verso una sempre maggiore trasparenza e consapevolezza nel consumo dei prodotti in commercio” – afferma Zannini – “ L’etichettatura, infatti, è la prima opportunità che consente di accertare la tracciabilità dei prodotti contro ogni fenomeno di contraffazione e di truffa, ma è anche una formidabile possibilità di assicurare il valore aggiunto che meritano i prodotti che valorizzano le nostre biodiversità e le produzioni tipiche locali, dando garanzia di correttezza e di trasparenza ai consumatori ed anche il riconoscimento economico che merita un tipo di agricoltura come quella italiana, normalmente, purtroppo, danneggiata da logiche aggressive di un mercato in grado ancora di imporre la qualità del consumo.”

Zannini ha anche auspicato che le norme sull’etichettatura obbligatoria siano attuate rapidamente, per consentire ai cittadini scelte libere e responsabili, in quanto consumatori critici, e al settore agroalimentare italiano di contrastare emergenze, come quella del caso diossina in Germania e dell’agro-pitareria, con un notevole ritorno economico per il Paese, oltre che per il comparto.

 

 



Il Presidente, la Presidenza, il Direttore e lo staff di Acli Terra partecipano con sentimenti di profondo cordoglio al lutto che ha colpito l’amico Vice Presidente, Tommaso Loiodice, per la perdita del caro padre.

 



EVIDENZE: CONFERENZA MONDIALE SUL CLIMA - CANCUN.

Si apre oggi la seconda settimana della 16° Conferenza Onu sul clima in corso a Cancun, in Messico, che si concluderà il 10 dicembre, dove ai Ministri e ai Capi distato spetterà il compito di visionare il testo di preparazione per giungere successivamente ad un’intesa.

Questo documento invita a trovare una soluzione che si basa sulla saldatura di un forte accordo sul clima, in modo da arrivare preparati alla conferenza di Durban, che si svolgerà il prossimo anno in Sudafrica, un appuntamento questo molto importante perché rappresenta il simbolo del post-Kyoto, infatti, si pone alla fine del periodo di validità del protocollo salva-clima che prevedeva impegni dal 2008 al 2012 di riduzione dei gas serra per i Paesi industrializzati.

Per Acli Terra bisogna coltivare l’idea del valore assoluto della protezione del clima per la vita del pianeta.

Il cambiamento climatico è una sfida essenziale anche per l’agricoltura, una sfida che ha bisogno del protagonismo degli stessi produttori.

 




Acli Terra: no agli OGM per un’agricoltura di qualità.
 
La recente pubblicazione su una rivista scientifica di uno studio sulle piante transgeniche e la sicurezza alimentare, condotto dalla Pontificia Accademia delle Scienze, è stata erroneamente interpretata e strumentalizzata come un pronunciamento favorevole, da parte del Vaticano, per la coltivazione di OGM, come ipotetica soluzione del problema della fame nel mondo.
In realtà non risulta alcun pronunciamento, in tal senso, da parte del Vaticano, mentre autorevoli altri rappresentanti della stessa Accademia Pontificia hanno recentemente contrastato tale opinione.
Le posizioni che indicano cautela sono state apprezzate da Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, Associazione professionale agricola delle Acli, da tempo parte integrante della Task Force per un Italia libera da OGM, che ha ribadito con forza la difesa di un progetto di agricoltura finalizzato a salvaguardare il patrimonio agroalimentare nazionale.
La nostra posizione in merito – sostiene Zannini – non è di natura ideologica, né basata sulla volontà di oscurare il progresso della ricerca scientifica, ma è fondata sul rispetto del principio di precauzione che la scienza, più volte, ha consigliato di adottare, in attesa di certezze, che mancano, sul fronte della sicurezza alimentare.
È fondamentale, invece, sostenere politiche agricole che incrementino lo sviluppo e la tutela dei territori, delle biodiversità, delle tipicità, dei mercati a filiera corta e della salute dei produttori e dei consumatori, a favore di un’economia agricola basata sulla qualità e quindi certamente più remunerativa, soprattutto per le imprese agricole familiari, che caratterizzano l’agricoltura italiana.
Non è assolutamente dimostrato che l’impiego di OGM sia la soluzione alla fame nel mondo, in quanto non è stato registrato alcun incremento della produzione agricola mondiale grazie alla coltivazione di piante transgeniche.
Altresì, il rischio più evidente che deriverebbe dall’autorizzazione all’uso di semi geneticamente modificati in agricoltura, sarebbe quello di piegare questo comparto economico, fondamentale per la vita e per la pace degli uomini, agli interessi di poche multinazionali, che, avendo già monopolizzato il mercato delle sementi e dei pesticidi, puntano ad omologare le produzioni attraverso l’impiego generalizzato di colture GM.
 


 

 

La piazza del sapere
Presentazione del libro di Vincenzo Berselli

L’economia giusta

Einaudi
 Caserta, Lunedì 6 dicembre 2010 h 17,30
Sala La Feltrinelli – Corso Trieste 154

Intervengono


Tommaso De Simone,
Sergio d’Angelo,

Michele Zannini


Modera

Nando Santonastaso


In collaborazione con La Feltrinelli, Acli, Lega Coop Campania, AISLo – Associazione Italiana Incontri e Studi sullo Sviluppo Locale
 
 


E' nato il primo numero di Acli Terra Sicilia Magazine

 

 

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ACLI TERRA Campania incontra Pasquale De Lucia presidente Commissione Agricoltura della Regione Campania.
 
 
ACLI Terra Campania, nell’ambito delle iniziative istituzionali tese a promuovere le attività agricole,ha incontrato, con una delegazione guidata dal Presidente Regionale Pasquale Orlando, il presidente dell’ottava commissione permanente Agricoltura, Caccia e Pesca, Risorse comunitarie e statali per lo sviluppo Pasquale De Lucia.
Al centro del positivo confronto il PSR e soprattutto la strategia di rilancio del settore primario in Campania.Particolare attenzione è stata posta sulle problematiche relative alle “Fattorie Sociali” tipica espressione di una rinnovata caratterizzazione della multifunzionalità delle aziende agricole rispetto ad esiti di promozione sociale.

All’incontro ha partecipato anche il Presidente Nazionale di ACLI Terra Michele Zannini che ha sottolineato gli aspetti critici della condizione economica e sociale del comparto agricolo in Italia e nel Mezzogiorno, confidando sulla utilità di uno sforzo convergente di idee, propositi organizzativi e progetti tra associazioni professionali e di produttori e Istituzioni.

Il presidente De Lucia ha molto apprezzato le posizioni rappresentate da ACLI Terra ed ha assicurato ogni disponibilità al confronto.

 






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GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO 2010

 
 



Bologna, 13-11.2010
Zannini: i giovani protagonisti della sfida educativa nel mondo agricolo.
 
“«Assumiamo l’impegno di essere custodi del territorio con tutti gli uomini di buona volontà». In questa prospettiva si muove il senso più profondo della celebrazione della Giornata del ringraziamento di quest'anno. L’evento orienta, come sempre, a riflettere particolarmente sul valore incommensurabile dei doni fondamentali di Dio per l'uomo che sono la terra, l’aria e l’acqua” così Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, l'Associazione professionale agricola delle Acli, intervenendo a Bologna durante il seminario di studio sul tema “il mondo agricolo-rurale si misura con la sfida educativa”.
La Giornata è organizzata dalla “Commissione Episcopale CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace”, in collaborazione con Acli Terra, Coldiretti, Fai CISL, FederAgri MCL e UGC Cisl.
 
“Il tema di quest'anno, è oltremodo affascinante – per Acli Terra – perché proietta sulle aspirazioni e sulle difficoltà di un pezzo di società decisiva per il destino dell’agricoltura in Italia e nel mondo: i giovani.
Con loro, e a partire da loro, siamo chiamati a riflettere, con urgenza, sulla drammaticità delle questioni del clima, dell’ambiente, della salubrità della vita.
Questo ci orienta principalmente ad agire per difendere e promuovere le comunità locali, le persone e i territori in cui abitano, dove i contadini sono i veri “custodi della terra”.
È proprio la terra il bene primario di cui l'uomo dispone e dal quale ricava originariamente tutto quanto gli serve per sopravvivere, per alimentare la vita, per costruire relazioni, in pratica per concorrere alla creazione di Dio.
Nella fase presente, che segna difficoltà enormi per il mondo agricolo nel suo complesso, è fondamentale concorrere alla valorizzazione della dimensione rurale nonché agricola, in una prospettiva che torni a centrare l’economia sull’uomo, nella sua dimensione territoriale, dove territori, persone e comunità sono i termini di un ripensamento radicale delle questioni che abbiamo di fronte, per una nuova cultura a sostegno di imprese, certamente competenti e competitive sul piano professionale ma anche eticamente orientate e socialmente responsabili.
Così l’agricoltura è non solo produzione di alimenti, ma anche dimensione della vivibilità più autentica delle aree rurali ed insieme qualità e cultura del consumare e dell’abitare i territori.
I giovani devono raccogliere la sfida educativa che viene dal valore della terra, dell’aria e dell’acqua, assumendo il convincimento che la pratica di un nuovo umanesimo rurale e di un nuovo welfare rurale possono generare valori ed opportunità, motivazioni e giuste convenienze, perché il lavoro agricolo e la vita rurale ridiventino i riferimenti di una ricomposizione della nostra società complessa e frantumata, su nuovi stili di vita e modi nuovi di convivenza democratica”





 

GIORNATA RINGRAZIAMENTO
La mano aperta
Il mondo agricolo rurale e l'educazione

"Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente" (Sal 144,16) è il tema della Giornata nazionale del ringraziamento di domenica 14 novembre, promossa dall'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei d'intesa con la Chiesa di Bologna, che ne ospiterà i due eventi centrali. Sabato 13 novembre si terrà infatti al Cinema Orione il seminario di studio su "Il mondo agricolo-rurale si misura con la sfida educativa", con interventi di mons. Giancarlo Bregantini (vescovo di Campobasso), mons. Tommaso Ghirelli (vescovo di Imola), Corrado Barberis (sociologo), giovani esponenti di Acli Terra, Coldiretti, Fai-Cisl, Feder-Agri-Mcl, Ugc-Cisl, Giovanni Bersani e mons. Angelo Casile (Cei). La domenica, il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, presiederà nella basilica di S. Petronio la celebrazione eucaristica cui seguirà la tradizionale benedizione delle macchine agricole. In vista della celebrazione della "Giornata", la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace ha diffuso un messaggio (testo integrale in *pdf: clicca qui). Sul tema il SIR ha sentito alcuni esponenti di associazioni ed organismi del lavoro agricolo.

Alta valenza educativa. "L'invito della Cei ad interagire con i consumatori perché la qualità diventi prevalente sulla quantità ci conforta nel nostro impegno a promuovere modelli di sviluppo sostenibili dal campo alla tavola, che trovano risposta nella fiducia dei cittadini e danno dignità al lavoro agricolo": lo dice il presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione della Giornata del ringraziamento, che la stessa associazione festeggia dal 1951 in tutta Italia. "I lavoratori agricoli e i consumatori - sottolinea Marini - sono troppo spesso gli anelli deboli di una catena dello sfruttamento che umilia gli uomini e il loro lavoro con una iniqua distribuzione del valore aggiunto a favore dei nuovi poteri forti dell'agroalimentare. Una catena che - prosegue - la Coldiretti è impegnata a spezzare con il progetto per una filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire ai consumatori prodotti di qualità al 100 per cento italiani garantiti dagli stessi agricoltori attraverso la rete dei Consorzi Agrari, cooperative e mercati degli agricoltori di campagna Amica. Un progetto che - conclude - ha anche una alta valenza educativa perché aiuta a ricostruire la conoscenza delle produzioni locali del territorio e il ciclo stagionale delle colture".

Per un nuovo modello di sviluppo. "L'annuale Giornata nazionale del ringraziamento ci propone di riflettere sulla necessità di un nuovo modello di sviluppo, in cui l'agricoltura torni ad essere protagonista": è il pensiero di Augusto Cianfloni, segretario generale della Fai-Cisl, federazione dei lavoratori agricoli. "Esso esige anche il ripensamento delle regole a sostegno del lavoro dignitoso in cui ogni lavoratore sia tutelato non da una contrapposizione veteroclassista, ma dalla bilaterale condivisione tra tutti gli attori della intrapresa. Rispondere efficacemente alla sfida educativa del tempo presente, è la nuova frontiera di relazioni sindacali veramente partecipative: offrire ai giovani nuovi percorsi formativi, capaci di risvegliare il loro amore per la terra e i suoi frutti, stimolare il loro impegno per nuove scelte etiche in cui la persona umana sia al centro di tutto e rilanciare una nuova militanza sindacale che li porti ad assumere i problemi del lavoro che la complessità pone. Un rinnovato impegno che diventa quanto mai urgente per una nuova mobilitazione delle coscienze, oggi che la Chiesa universale ricorda il 200° anniversario della nascita di Leone XIII, il papa della 'Rerum Novarum' di cui, il prossimo anno, celebreremo i 120 anni dalla pubblicazione".

I "custodi" del territorio. "La Giornata del ringraziamento di quest'anno ci orienta a riflettere sui doni fondamentali di Dio per l'uomo che sono cielo, terra, acqua": così Michele Zannini, presidente nazionale di Acli Terra, l'associazione delle professioni agricole delle Acli che raggruppa 120 mila aziende offrendo assistenza e promozione sociale e organizzativa. "Il tema di quest'anno, la sfida educativa, è infatti particolarmente affascinante perché ci proietta su un pezzo di società molto importante: i giovani. Con loro e a partire da loro siamo chiamati a riflettere sulla drammaticità delle questioni del clima, ambiente, salubrità della vita. Questo ci orienta in particolare all'azione in difesa e promozione delle comunità locali, delle persone, dei territori, dove i contadini sono i 'custodi della terra' che è il valore primario di cui l'uomo dispone". Secondo Zannini, "oggi occorre che si diffonda la consapevolezza del profondo valore sociale del lavoro agricolo, che sostiene e sviluppa altri 'valori', che sono relazionali e che la civiltà urbana in qualche parte ha smarrito".

Argomenti cruciali. "È meritorio aver riportato la questione agricola al centro della riflessione delle associazioni d'ispirazione cattolica": così Alfonso Luzzi, segretario generale della Federagri-Mcl, commenta il tema della prossima Giornata del ringraziamento. "Si tratta di argomenti cruciali ben noti, dal consumo consapevole e responsabile alla difesa dell'ambiente, all'etica della globalizzazione che investe anche il mondo agricolo. Basta pensare al tema degli sprechi alimentari, un fenomeno inaccettabile e 'indecente' di fronte alla fame che si registra in diversi Paesi in via di sviluppo. Dal canto nostro - prosegue Luzzi - puntiamo molto alla formazione dei giovani, con iniziative specifiche di corsi e stage europei, per offrire una formazione di ampio respiro e capace di motivare i giovani a rimanere in agricoltura".

 
a cura di Luigi Crimella

 



Palermo - Zannini: la famiglia contadina protagonista.


 

Intervenendo a Palermo, a conclusione della prima sessione del Corso di Formazione per dirigenti e consulenti agricoli, promosso da Acli Terra Sicilia, il Presidente nazionale dell’Associazione professionale agricola delle Acli, Michele Zannini, ha sollecitato i giovani corsisti a sentirsi impegnati attivamente in una fase che può risultare nuova ed affascinante per l’agricoltura italiana.

Per Zannini, «è indispensabile che l’intero comparto agroalimentare ridiventi centrale nelle politiche economiche nazionali e continentali, per contrastare efficacemente gli effetti perversi della crisi finanziaria globale. Serve, per questo, sostenere gli elementi di qualità e di tipicità dell’agricoltura italiana. Le nostre “numerose agricolture” che caratterizzano le specificità inconfondibili di territori e comunità, dalla Sicilia alla Valle D’Aosta, devono poter contare su un investimento politico mirato e privilegiare ruolo e funzioni delle famiglie che vivono in ambito rurale, protagoniste anche dei valori di coesione e di inclusione sociali di cui sono capaci le comunità locali”.

La dimensione sociale e multifunzionale delle imprese agricole merita, per Acli Terra, adeguata attenzione in sede politica e giuridica, per la promozione di nuovo capitale umano e sociale in agricoltura, come tributo irrinunciabile alla ripresa dell’economia e della democrazia nel nostro Paese.




 


Cagliari,  Zannini: sostegno ai pastori in agitazione.

 

Intervenendo in una conferenza stampa, organizzata a Cagliari dalle Acli Sarde, il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ha dichiarato la solidarietà e il sostegno di tutti i lavoratori di Acli Terra alle ragioni dei pastori sardi, in agitazione per la grave crisi che attanaglia il comparto ovicaprino nell’Isola e in tutta Italia.

 

Acli Terra auspica che la vertenza tra produttori e industriali, oggi al tavolo del MIPAAF, trovi una giusta ed equa composizione, per un’intesa che renda più praticabile il percorso di rilancio del comparto, a partire dalla dichiarazione dello stato di crisi.

 

Acli Terra auspica, altresì, che il DDL all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale sardo, specifico per il riordino del comparto, che mette in campo, in uno con la finanziaria, 110 milioni di euro da impegnare entro il 2013, sia approvato perché possiede una strategia di tutela del comparto innestata in una visione più ampia di rilancio dello sviluppo complessivo dell’agricoltura sarda.

 

Per Zannini “la vicenda dei pastori in lotta per vedersi riconosciuti atti di giustizia non può essere declassata a questione di ordine pubblico, mentre è vitale che, rispetto alla grave crisi in cui si dibatte l’agricoltura italiana, riprendano segni di attenzione politica, ad ogni livello istituzionale, sulla funzione di straordinario valore economico, ma anche sociale e civile, di un’agricoltura inconfondibile per le qualità e le tipicità che sa produrre e custodire”.

 

Alla conferenza di Acli Terra hanno dato il loro contributo il Presidente regionale delle Acli della Sardegna, Ottavio Sanna, il Presidente regionale di Acli Terra, Ernesto Ambu, ed il Direttore nazionale di Acli Terra, Paolo Cipriani.

 



 

 

 

Zannini (Acli Terra) al Forum delle Associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro

 

A margine del Convegno del “Forum delle persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro”, che si è tenuto contemporaneamente in quattro Città italiane, ognuna, in qualche modo, simbolo di grandi questioni nazionali, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo, il Presidente nazionale di Acli Terra ha commentato: “c’è un Mezzogiorno ormai non disposto più a rassegnarsi, che vuole far sentire la sua voce e riaffermare la dimensione nazionale delle vertenze che minacciano il suo sviluppo in tutti i settori dell’economia, dall’apparato industriale a quello turistico ed agroalimentare, fino al sistema dei servizi sociali e della sicurezza ambientale”.

Le grandi Associazioni, tra cui le Acli, che si sono date appuntamento nel Sud, hanno anche sottolineato come non basta segnalare l’inadeguatezza amministrativa diffusa in moltissimi territori; serve mettere in campo una nuova grande idea dello sviluppo che risulti anche strettamente collegato all’impegno per la legalità.

Adottare misure di fiscalità di vantaggio per tutte le imprese che operano al Sud e qualificare la spesa degli interventi europei e nazionali, che impegnano risorse nel Mezzogiorno d’Italia, vuol dire creare vere opportunità di recupero e di valorizzazione di potenzialità che il Sud stesso non ha ancora espresso.

 

 

In questo contesto – per Zannini – l’agricoltura e l’industria alimentare, che contribuiscono in maniera rilevante a sostenere il Pil, non possono più rimanere ai margini dei processi che governano l’economia e il mercato.

Lavoro, occupazione, sviluppo, qualità delle produzioni sono i riferimenti strategici di un’agricoltura in grado, in Italia, di produrre beni alimentari esclusivi per qualità e tipicità, ma anche di assicurare beni sociali, relazionali, pubblici, patrimonio di una cultura rurale indispensabile alla complessiva tenuta democratica della nostra società”.


 



 

 

Acli Terra all’Assemblea di Firenze per il referendum per l’Acqua Pubblica

 

Acli Terra, alla vigilia dell’Assemblea nazionale dei promotori del referendum per l’Acqua Pubblica, che si terrà a Firenze, a cui prenderà parte, conferma che l’iniziativa è una tappa fondamentale per ribadire che l’acqua è innanzitutto un diritto per tutti, oltre che un bisogno fondamentale.

Il Presidente dell’Associazione, Michele Zannini, sostiene che: “La differenza tra bisogno e diritto è sostanziale; affermare che l’acqua è un diritto significa riconoscere che la collettività ha la responsabilità di creare le condizioni affinché questo diritto possa essere garantito in maniera universale, come sollecita Sua Santità Benedetto XVI. Se, invece, l’acqua viene considerata solo nella sfera dei bisogni, la sua soddisfazione, come per tutti i bisogni in genere, è delegata alla capacità economica dei singoli.” Ad Acli Terra risultano dati allarmanti: circa un miliardo di persone non dispone di acqua potabile, 2,5 miliardi di persone non possiedono servizi sanitari ed 8 milioni di persone, ogni anno, muoiono per malattie legate alla carenza di acqua. In questo quadro si aggrava sempre più il problema della gestione delle risorse dell’acqua e del suo recupero, contesa tra uso civile, industriale e agricolo, con gravi rischi di nuovi conflitti interni alle società e, ancor più, tra gli Stati.

L’Associazione agricola delle Acli sostiene, quindi, l’idea che l’uso dell’acqua è un atto di responsabilità, fondamentale espressione di una capacità di consumo sostenibile e critico, proprio perché l’acqua rimane una risorsa insostituibile e purtroppo limitata della natura.

Su queste basi il Presidente Zannini conferma l’impegno di tutte le strutture territoriali di Acli Terra ad esprimere il massimo di iniziativa e di presenza nei Comitati promotori, a livello locale, per la mobilitazione a sostegno della campagna referendaria.



Zannini: “Va resa giustizia ai lavoratori del comparto ovicaprino”.

 

Il 6 Settembre si terrà, presso il Ministero delle Politiche Agricole, un incontro molto importante per la soluzione delle problematiche del comparto ovicaprino che hanno guadagnato una sofferta notorietà durante l’estate.

Acli Terra auspica che si trovino soluzioni per affrontare e risolvere le questioni in campo, sia sul piano congiunturale che su quello strutturale.

Si tratta di partire dalla presa d’atto che l’agropastorizia svolge in Sardegna, e non solo, un ruolo fondamentale di difesa del territorio, di custodia e di preservazione dei paesaggi insostituibile.

Un complesso di azioni, oltre quelle di mera natura economica e produttiva, che incarnano la funzione pubblica di un’attività peculiare, spesso collegata a territori di difficile gestione e, tuttavia, capaci di interconnettersi con altre possibilità di sviluppo di tipo turistico, culturale e sociale.

È esattamente questa dimensione dei problemi, attualmente posti sul piano principalmente economico, che il prossimo incontro deve assumere quale bussola della riconsiderazione del comparto nel Psr regionale e nella stessa prospettiva dei contenuti di riforma della politica comunitaria, chiamata sempre più a riconoscere la dimensione pubblica e sociale dell’agricoltura.

La vicenda in particolare impegna il destino di 70mila allevamenti italiani che producono formaggio di qualità apprezzata nel mondo. Alcuni milioni di quintali ai quali il sistema industriale pretende di corrispondere un costo molto inferiore a quello di produzione.

Paradossalmente le proteste di questi allevatori, generalmente silenziosi quanto trascurati dall’opinione pubblica, sono il sintomo evidente del disagio più generale del sistema agroalimentare italiano, che non riesce a guadagnare l’attenzione politica ed istituzionale necessaria e giusta.

Il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ribadisce l’urgenza di dare risposte efficaci al comparto, ma, nel contempo, di assumere scelte che rendano trasparenti e giuste le relazioni tra produttori, consumatori e reti industriali, perché il valore aggiunto sia distribuito equamente ed i costi di produzione siano tutelati e garantiti.

Chi lavora nella terra deve essere posto in condizione di condurre le aziende con la serenità necessaria per svolgere compiti fondamentali che incidono notevolmente sulla qualità della vita civile del Paese.

 

 



Il dialogo sociale europeo.


 

Il “dialogo sociale” in Europa non è soltanto un complesso di procedure sempre più formalizzate per produrre effetti di collaborazione ed anche di contrattazione tra organizzazioni sindacali, organizzazioni di imprenditori e Istituzioni pubbliche.

 

Di più, è un comportamento che segna il passaggio da un ordinamento comunitario, caratterizzato da una prevalente visione economica dei rapporti tra soggetti ed interessi che dovevano essere regolati dal mercato, ad una nuova visione che, della politica sociale, fa uno dei suoi tratti più caratterizzanti.

Su questo tracciato si è sviluppata la relazione, tenuta a Torino da Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, al Seminario Europeo promosso dall’ICRA (International Catholic Rural Association), assegnando un particolare rilievo al ruolo che può svolgere l’agricoltura per dare contenuti forti ed impegnativi al “dialogo”.

Per Zannini “L’agricoltura non è solo produzione di alimenti, mentre va ripensata nella sua più complessa dimensione “rurale” che fa riferimento al territorio e all’ ambiente.

Una visione più impegnativa, dunque, che registra questioni di vivibilità e socialità delle aree rurali; e anche quella della qualità del consumare e dell’abitare i territori.

L’agricoltura è un “luogo” dove, sempre più, si costruiscono valori di legame, di relazione, oltre che valori d’uso e di scambio.

Mentre siamo in piena fase di discussione sulla riforma della PAC, è fondamentale rappresentare il valore del comparto in un’ottica di ricomposizione delle ragioni, di natura sociale e culturale, con quelle prevalentemente economiche, originarie, che individuarono il primato dell’agricoltura nelle politiche costitutive dell’Europa unita.

L’agricoltura può essere un volano formidabile di integrazione sociale e culturale, di crescita economica e di sviluppo di nuova occupazione, di innovazione nell’impiego delle risorse energetiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici.

È proprio il complesso di azioni tipiche delle comunità rurali, in grado di preservare elementi di vitalità sociale, oltre che economica dei territori vissuti dagli agricoltori, che domanda l’ideazione di una nuova politica agricola comunitaria.

Azioni come quella della custodia dei paesaggi e dell’ambiente, della protezione e valorizzazione delle biodiversità, della produzione di cibo sano.

Questo vuol dire che dobbiamo continuare ad insistere su una accezione più ampia del rurale e del territorio, una visione che integra la dimensione economica, ambientale e sociale dei protagonisti e che coltiva una prospettiva forte di inclusione sociale delle fasce più deboli delle popolazioni rurali, dovunque esse vivono, per farle vivere meglio, nelle aree rurali più solide, in quelle più fragili e marginali, in quelle periurbane.

Allo stato della discussione sul percorso di riforma della PAC, ritengo fondamentale che  una nuova politica sia orientata a:

-         riconoscere e valorizzare l’apporto che l’agricoltura è in grado di fornire in una prospettiva di sostenibilità, senza sottovalutare la funzione sempre strategica della produzione di beni alimentari. Serve, in ogni caso, una politica agricola che dia la possibilità a quasi 14 milioni di aziende agricole europee di continuare a fare il loro mestiere, che è quello di garantire cibo per un mercato di 500 milioni di persone;
-          sostenere la produzione di beni pubblici e relazionali, tipici di una dimensione non marginale dello sviluppo multifunzionale e sociale dell’agricoltura;
-          sostenere lo sviluppo dei territori rurali, in tutte le loro componenti, quelle a carattere materiale, ma anche quelle a carattere immateriale, senza trascurare interventi strutturali per consentire l’impiego più efficiente delle risorse;
-          rivalutare la funzione fondamentale della produzione di beni ambientali, tipica dell’agricoltura, perché essa sia, sul piano qualitativo e su quello quantitativo, adeguata alle domande dei consumatori e dei cittadini in genere;
-          privilegiare lo sviluppo rurale, pensandolo come indispensabile per promuovere il ruolo delle comunità locali di protagoniste di politiche pubbliche. Infatti, in un’ottica di sussidiarietà e di decentramento, le politiche di sviluppo rurale possono connettersi ai bisogni e al ruolo attivo delle comunità locali, molto più di quanto lo siano quelle di mercato, generalmente gestite da strutture burocratico-amministrative centrali e tendenti agli oligopoli.
Insisto in particolare su questo aspetto, perché penso alla possibilità che proprio le politiche locali di sviluppo debbano in futuro essere sostenute, piuttosto che attraverso erogazioni automatiche di aiuti alle imprese, principalmente in relazione a progetti che le imprese singole e/o associate dovranno proporre in condizioni di coerenza e di integrazione con i progetti di sviluppo dei territori.”
 
 
Michele Zannini

 


Le Acli per un’agricoltura libera da OGM



 

Nell’ambito del Convegno “Agricoltura e Biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata”, che si è tenuto presso l’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, la posizione delle Acli è stata rappresentata da Michele Zannini , Presidente nazionale di Acli Terra.

Il programma del Convegno, promosso dalla Task Force per un Italia libera da OGM, di cui le Acli sono parte integrante, ha registrato numerosi interventi di illustri esponenti del mondo scientifico, dichiaratamente impegnati a contrastare la diffusione di OGM, non sulla base di pregiudizi ideologici, ma proprio per un convincimento scientifico, puntualmente illustrato nei lavori del Convegno.

Il Presidente Zannini, nel suo intervento, ha voluto testimoniare, con forza, il punto di vista delle Acli, da sempre schierate a difesa di un progetto di agricoltura finalizzato a salvaguardare il patrimonio agroalimentare nazionale, come un bene inconfondibile, meritevole di essere protetto e promosso.

Per Zannini “l’agricoltura italiana non ha bisogno di OGM, perché fonda la sua competitività sulla ricchezza delle sue biodiversità, sulla varietà dei territori e sulla peculiarità dei saperi che gli agricoltori infondono nei loro prodotti, per renderli tipici e dotati di una particolare eccellenza che il mondo intero ci invidia”. Ha ribadito Zannini che il dissenso rispetto all’impiego di OGM ha natura fondamentalmente politica e, dunque, culturale e sociale. “Senza timori di essere tacciate di oscurantismo, Acli Terra e le Acli non si oppongono alla scienza ma vorrebbero che la scienza, che è e deve rimanere uno strumento a disposizione dell’umanità, sia impegnata prevalentemente per migliorare e proteggere quello che la sapienza di generazioni di milioni di contadini nel mondo sa fare. L’alternativa rischierebbe di essere quella che piega questo comparto economico, fondamentale per la vita e per la pace degli uomini, agli interessi di poche multinazionali, che, avendo già monopolizzato il mercato delle sementi e dei pesticidi, puntano ad omologare le produzioni attraverso l’impiego generalizzato di colture GM.”

 


Acli Terra apprezza la nomina di Amendolara.

Grande soddisfazione per la nomina del nuovo Assessore all’agricoltura della Regione Campania, nella persona di Vito Amendolara, ha espresso Michele Zannini, Presidente Nazionale di Acli Terra, che ha commentato la decisione, ricordando la particolare competenza e la dedizione di una  intera vita professionale del neoassessore trascorsa in Coldiretti, sempre al servizio di un comparto economico vitale per la Regione.

Con Amendolara Assessore l’agricoltura campana guadagna una prospettiva di valore che le compete per il ruolo strategico che dovrà svolgere con tutta l’agricoltura meridionale nel Mediterraneo”.

Acli Terra, con tutte le sue strutture Campane, assicura, fin d’ora, al nuovo Assessore, ogni collaborazione utile a costruire programmi ed iniziative di rilancio del comparto agricolo nella Regione.

 



Acli Terra: per il rilancio dell’agricoltura il primato del territorio


 

  All’Assemblea nazionale di Coldiretti ha partecipato una delegazione di Acli Terra, guidata dal Presidente nazionale, Michele Zannini, e dal Direttore generale, Paolo Cipriani.

Acli Terra è alleata di Coldiretti, sulla base di un’adesione che conferma la volontà di promuovere insieme il ruolo di un’agricoltura di aziende familiari, custodi di produzioni di qualità e di pregio, ma anche dei territori, dei paesaggi e dei lavori di comunità locali, duramente minacciate dalla crisi economica e finanziaria.

In questo orizzonte, Zannini ribadisce l’opposizione di Acli Terra alla diffusione di OGM, non su una base di pregiudizi ideologici, ma per convenire sul valore economico e sociale di un’agricoltura capace di tutelare la biodiversità e di offrire prodotti sani e buoni, inconfondibili, riconoscibili, purché protetti da etichettature e tracciabilità.

Sostiene Zannini: “Il Governo Italiano deve decidere e definire i contenuti di una politica che rilanci un comparto che è strategico per lo sviluppo sociale ed economico di tutto il Paese”.







Immigrati allo stremo  - Castel Volturno scoppia

La piccola Africa sta scoppiando. Nelle terre di Gomorra alla vigilia della stagione dei pomodori, dopo i lavoratori fuggiti da Rosarno, la crisi ha riportato molti nigeriani e ghanesi da Spagna e Nord Italia a Castel Volturno, trasformata dai clan dei casalesi in ghetto e serbatoio per spaccio e prostituzione.

In prima fila è rimasta la Chiesa. Che, in una situazione di emergenza costante da almeno 15 anni, si prodiga con la generosità di volontari e operatori nonostante le accuse di "buonismo" dell’inerte amministrazione comunale. Anzitutto al famoso centro di accoglienza "Fernandes", avamposto della speranza della Caritas diocesana di Capua. Un’oasi nello squallore della Domiziana, strada di spaccio e prostituzione con 500 nigeriane vittime di tratta.

Preso d’assalto, con la gente costretta a dormire fuori, ospita ogni giorno 75 persone, 400 pasti, docce, degenza post ospedaliera, propone attività di alfabetizzazione e mediazione culturale col supporto quasi esclusivo di volontari e fondi della Diocesi. Qui operano lo sportello legale del patronato Acli e l’associazione di medici volontari "Jerry Masslo" cui va aggiunto l’impegno delle parrocchie e dei missionari Comboniani e delle diverse ong.

Secondo un rapporto stilato ad aprile per il Viminale dallo Iom, l’organizzazione internazionale dei migranti dell’Onu, gli immigrati in città, su 23mila abitanti, erano 8mila, 3500 dei quali ghanesi, altrettanti nigeriani oltre a quote minoritarie di liberiani, togolesi, ivoriani e burkinabè. Ma chi opera nell’accoglienza, Acli e Caritas, due mesi dopo ne stima 10-12mila.

Basta girare per le villette malmesse e sovraffollate di Destra Volturno per capire che i numeri qui cambiano troppo in fretta. Si entra solo di giorno e i bianchi sono una rarità. Le vie anonime e rotte del rione-ghetto, dove i cani randagi assaltano i cassonetti dei rifiuti stracolmi, sono prive di auto, gli abitanti non possono permettersele. Unici punti di aggregazione, le sale di culto pentecostali, ricavate in negozi dismessi. Nel quartiere "sgarruppato", un letto si trova sempre. A 50, 75 ,o 100 euro al mese, dipende dal numero degli inquilini. Rendono a quei proprietari italiani che non si fanno troppi scrupoli (e poi sfilano contro i migranti) circa 1000 euro mensili in nero. Non tutte hanno acqua, fogna e luce.

La costa è stata scempiata negli anni 70 da 12mila abitazioni, secondo Legambiente abusive. La speculazione edilizia ha inquinato il mare, il turismo è declinato e le case sono rimaste vuote. Nel 1980 le hanno riempite i terremotati sfollati da Napoli. Agli inizi degli anni 90 è toccato agli immigrati. Che, reclutati all’alba dai caporali, vanno a lavorare 11 ore per 20 - 25 euro in nero nei frutteti dell’Agro Aversano o nei campi a Villaricca, Varcaturo e Villa Literno, a raccogliere pomodori e ortaggi.

«Molti sono regolari -spiega Fouad Kerrit, prezioso mediatore culturale tunisino dello sportello Acli che offre assistenza legale al centro "Fernandes" - con un permesso umanitario o sono richiedenti asilo, ma tutti con lavori irregolari in agricoltura. Peggio di tutti stanno gli indiani "invisibili" delle aziende bufaline, quelle che fanno mozzarelle». Costretti secondo lo Iom a vivere segregati nelle stalle con le bestie, sottoposti a estenuanti orari di lavoro.

Chi non ce la fa chiede aiuto al "Fernandes", dove un poster ricorda la grande cantante sudafricana nera Miriam Makeba, "mama Afrika", morta d’infarto dopo un concerto a Castel Volturno e che passò qui l’ultimo giorno della sua vita il 9 novembre 2008.

«Siamo stati lasciati soli dalle istituzioni locali che in più ci attaccano - denuncia con pacatezza il direttore, Antonio Casale - perché sostengono che la nostra carità attira gli immigrati. Che invece vengono perché sanno che qui ci si arrangia. Così crescono i disagi e non si investe sull’integrazione. Gli africani, se restano isolati, non imparano una parola di italiano. Noi facciamo la nostra parte 365 giorni all’anno per accogliere. Ma lo Stato deve riaffermare la legalità».

«La situazione mi preoccupa - aggiunge il presidente delle Acli casertane Michele Zannini, leader nazionale anche di Acli Terra - perché la recessione toglie lavoro agli italiani e si rischia che i braccianti romeni, i quali accettano paghe da 15 euro al giorno, estromettano pure gli africani. Temo guerre tra poveri. Eppure non mancherebbero le risorse agricole e turistiche. Ma serve legalità».

La breccia può aprirla l’articolo 600 del codice penale sulla riduzione in schiavitù. Lo Iom, d’intesa con la Procura nazionale antimafia, ha chiesto alla magistratura locale di proteggere gli irregolari che denunciano gli sfruttatori, come fossero schiavi che si ribellano agli aguzzini. Una speranza per questa terra di nessuno «spolpata» cinicamente, come l’Africa.



Articolo di Paolo Lambruschi




Partecipazione di Acli Terra alla Festa del Grano Cappelli.

 
Il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, parteciperà alla seconda edizione della “Festa del Senatore Cappelli – il Grano con i baffi neri”, che si terrà il 26 Giugno presso l’Istituto Professionale per l’ Agricoltura e l’Ambiente di Cutro, in provincia di Crotone.
La manifestazione è dedicata al Grano Cappelli, una qualità eccelsa di grano duro, che non ha mai subito le alterazioni di manipolazione genetica dell’agricoltura moderna. Un vero e proprio connubio di sapori antichi e biodiversità, prodotto dall’Istituto Agrario di Cutri che ne ospita la celebrazione.
Nel ricco programma dell’evento sono previsti gli interventi del Presidente di Acli Terra, dei Presidenti delle Associazioni di categoria (CIA, Coldiretti, Acli, Confagricoltura, Copagri), dell’Ordine dei Dott. Agronomi e Forestali e di numerose Associazioni e cooperative locali.
 
È un’occasione rilevante per sottolineare con forza l’importanza della tutela delle biodiversità e del consumo critico” sostiene Zannini. “Manifestazioni come queste rappresentano un vero e proprio strumento di informazione e promozione a sostegno delle comunità del cibo e della biodiversità agraria ed alimentare, ma anche del turismo agroalimentare e della promozione dell’economia locale. Acli Terra, da sempre interessata alla tutela dei caratteri identitari e tipici delle produzioni agricole italiane, sostiene ed incentiva la realizzazione di eventi, come la Festa del Grano Cappelli, che si inseriscono in un sistema reticolare di informazione, didattica, promozione e tutela della biodiversità







Si informa che è stato pubblicato, nella sezione STATUTO, il modello di Statuto per le Sedi provinciali di Acli Terra



Acli Terra: oltre i tagli, scelte di rilancio dell’agricoltura italiana
 
La manovra di contenimento della spesa sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre più chiaramente i termini della sua particolare durezza: è pesante quanto serve a contrastare una crisi finanziaria dalle proporzioni impreviste, o comunque non riconosciute fino a qualche mese fa.
La gravità della fase è tale da far temere nel comparto agricolo ed agroindustriale riflessi economici, e perfino sociali, molto negativi, oltre le ragioni della congiuntura.
Per Acli Terra il rigore, ancorché necessario, va gestito con equità, evitando ingiustizie e privilegi, mentre è fondamentale, contestualmente, compiere scelte per sostenere lo sviluppo e la competitività delle imprese.
L'agricoltura italiana, e principalmente le imprese familiari, non sopporteranno altri sacrifici, costrette, come sono già da molto tempo, a misurarsi con costi produttivi, contributivi e burocratici eccessivi.
Se mancano, accanto alle scelte di contenimento della spesa, azioni decisamente riformatrici, proiettate allo sviluppo di una economia essenziale come quella agricola, si va verso una prospettiva che deprime le fondamentali capacità di autopromozione dei territori e delle comunità locali e spinge verso esiti di impoverimento e di abbandono generalizzati ed incontrollabili.
L'agricoltura sta pagando costi altissimi ad una crisi economica e finanziaria che falcidia ormai senza limiti redditi e sicurezze sociali, essenziali per pezzi della nostra società meno garantiti.
“È tempo – per Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra – di assumere scelte strategiche finalizzate a rimettere in moto il nostro complessivo sistema economico per rilanciare decisamente lo sviluppo e l’occupazione e, contestualmente, confermare una visione di società che ponga al centro i valori di solidarietà e di mutualità che qualificano la storia più apprezzabile delle nostre comunità locali”.






Acli Terra chiede al Governo una riconsiderazione del SISTRI.
 
Il Consiglio dei Ministri, con uno specifico Decreto Legge, ha differito dal 30 aprile al 30 giugno il termine di scadenza per la presentazione del MUD, il modello unico di dichiarazione ambientale.
La notizia allenta la pressione burocratica su almeno 600mila imprese interessate, obbligate a presentare il MUD utilizzando modelli nuovi, apparsi in Gazzetta Ufficiale solo due giorni prima della scadenza del 30 aprile e, per giunta, sbagliati.
La circostanza dovrebbe indurre il Governo a riconsiderare, in maniera organica e tempestiva, anche le prossime scadenze del 13 luglio e del 12 agosto.
Alle due date sono associati gli adempimenti specifici, rispettivamente per le imprese più grandi e per quelle più piccole, richiesti dal SISTRI, sistema di controllo elettronico della tracciabilità della filiera dei rifiuti speciali.
Anche per queste scadenze è auspicabile una proroga per attivare una fase di opportuna informazione alle imprese, soprattutto quelle più piccole, costrette a gestire procedure troppo complesse ed eccessivamente onerose; tutto il contrario di quella che dovrebbe essere una pratica di semplificazione amministrativa, tante volte annunciata, ma poi, puntualmente, tradita, come in questo caso.
Le imprese non dispongono di un manuale operativo, né di un regolamento di applicazione, mentre avrebbero bisogno di un periodo ponte, tra il MUD e il SISTRI, di informazione e di formazione, adeguato alle esigenze fondamentali di adattamento alle nuove procedure e di apprendimento delle stesse, per gli effetti conseguenti, sia operativi che economici.
Non è affatto scontata la semplicità del passaggio dall’attuale sistema cartaceo ad un procedimento innovativo, di struttura eminentemente informatica.
Il progetto di una piattaforma informatica di controllo della tracciabilità dei rifiuti, nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto dell’ambiente, è assolutamente condiviso per gli effetti positivi che il completo monitoraggio della filiera dei rifiuti produrrà sulla salvaguardia dell’ambiente.
Tuttavia le procedure risultano complesse e perfino farraginose, fino a determinare per le imprese il rischio di incorrere in errori, e dunque in sanzioni, oltre ogni colpevole intenzione.
Per Acli Terra un’applicazione più graduale del nuovo sistema e, ancor più, l’adozione di procedure ulteriormente semplificate e prive di oneri a carico delle imprese più piccole, assicurerebbe un successo all’iniziativa forte soprattutto del maggiore coinvolgimento delle stesse imprese.
 




Pubblicato, nella sezione
STATUTO, il testo del nuovo Statuto di Acli Terra, approvato dal IV Congresso nazionale di Agrigento del 17-18-19 Dicembre 2009





Acli Terra sostiene il “Referendum per l’acqua pubblica”.


 
Acli Terra ha aderito alla campagna referendaria per dire "NO alla privatizzazione dell'acqua" e fa parte, insieme alle Acli, del Comitato Promotore del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Il Comitato ha avviato la raccolta delle firme il 24 Aprile scorso, con l’obiettivo di dar luogo al referendum per la primavera del 2011.
La campagna referendaria si sviluppa su tre quesiti, depositati in Corte di Cassazione il 31 marzo, che, sostanzialmente, chiedono di: fermare la privatizzazione dell’acqua; aprire la strada della ripubblicizzazione; eliminare i profitti dal bene comune acqua.
Secondo il Presidente di Acli Terra, Michele Zannini, il referendum è una tappa fondamentale per ribadire che l’acqua è innanzitutto un diritto per tutti, oltre che un bisogno fondamentale.
“La differenza tra bisogno e diritto è sostanziale” sostiene Zannini; “affermare che l’acqua è un diritto significa riconoscere che la collettività ha la responsabilità di creare le condizioni affinché questo diritto possa essere garantito in maniera universale, come sollecita Sua Santità Benedetto XVI. Se, invece, l’acqua viene considerata solo nella sfera dei bisogni, la sua soddisfazione, come per tutti i bisogni in genere, è delegata alla capacità economica dei singoli. Ad Acli Terra risultano dati allarmanti: circa un miliardo di persone non dispone di acqua potabile, 2,5 miliardi di persone non possiedono servizi sanitari ed 8 milioni di persone, ogni anno, muoiono per malattie legate alla carenza di acqua. In questo quadro si aggrava sempre più il problema della gestione delle risorse dell’acqua e del suo recupero, contesa tra uso civile, industriale e agricolo, con gravi rischi di nuovi conflitti interni alle società e, ancor più, tra gli Stati. La nostra Associazione agricola sostiene, quindi, l’idea che l’uso dell’acqua è un atto di responsabilità, fondamentale espressione di una capacità di consumo sostenibile e critico, proprio perché l’acqua rimane una risorsa insostituibile e purtroppo limitata della natura”.
Su queste basi il Presidente Zannini ha impegnato tutte le strutture territoriali di Acli Terra ad esprimere il massimo di iniziativa e di presenza nei Comitati promotori, a livello locale, per la raccolta di firme e per la mobilitazione a sostegno della campagna referendaria.

Per Informazioni: www.acquabenecomune.org/raccoltafirme


 
Acli Terra per il consumo critico e socialmente responsabile.

Il Presidente Nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, parteciperà alla tavola rotonda, “Percorsi locali socialmente responsabili per aziende agricole e consumatori”, prevista dal programma del Seminario, organizzato dall’INEA, sul tema: “Il consumo socialmente responsabile: un volano per lo sviluppo dell’economia civile”, che si terrà a Roma il 22 Aprile 2010 presso la Sala della Biblioteca del CNEL. Oltre a Zannini, durante il dibattito, interverranno, tra gli altri, Sergio Marini, Presidente della Coldiretti, Giuseppe Politi, Presidente della CIA, Federico Vecchioni, Presidente di Confagricoltura ed altri esponenti delle più importanti Associazioni di consumatori e del sistema agroalimentare italiano.
 
La giornata di studi prevede numerosi momenti di approfondimento specifici sulle tematiche della responsabilità sociale delle Imprese nel settore agricolo, questioni che qualificano, in maniera peculiare, l’impegno di Acli Terra, che ribadisce la centralità delle persone, delle comunità e dei territori in ogni ipotesi di sviluppo dell’agricoltura e dell’economia più in generale.
 
L’Associazione, promossa dalle Acli, ha sempre fortemente sostenuto il riferimento a requisiti etici irrinunciabili, da porre a fondamento perfino degli elementi di qualità dei processi produttivi delle imprese; in una tale prospettiva i territori, le persone, le comunità rappresentano realmente gli assi di una nuova cultura d’impresa, a misura d’uomo, socialmente responsabile, eticamente orientata e professionalmente competente.
 
Da qui l’idea di consumo critico che Acli Terra intende promuovere, ovvero una pratica di selezione di quei prodotti che rispettino in pieno i requisiti di sostenibilità ambientale del processo produttivo, che vengano distribuiti da imprese che adottano un comportamento socialmente responsabile e che non ledano l'eticità del trattamento accordato ai lavoratori. In tale ottica è necessaria una forte campagna di sensibilizzazione ed informazione sui possibili percorsi socialmente responsabili in agricoltura, come la promozione dell’agricoltura biologica, l’organizzazione dei mercati contadini, di gruppi di acquisto solidali e di farmer markets.
 

 



 

Acli Terra con Focsiv e Coldiretti per discutere di agricoltura e povertà.
 
 
In vista della celebrazione della 46a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, Coldiretti e FOCSIV- Volontari nel mondo hanno organizzato un seminario di studi dal tema Per un’agenda di speranza: agricoltura, clima e nuove povertà, che si terrà venerdì 16 aprile presso il Grand Hotel Palazzo Carpegna, a Roma.
 
Il programma dell’evento prevede diversi interventi, tra i quali quello di S.E. Mons. Arrigo Miglio, Presidente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, e un dibattito di particolare importanza che vede la partecipazione dei più autorevoli Rappresentanti del Gruppo di evangelizzazione del mondo rurale della CEI.
 
Acli Terra, Federagri MCL, Ugc CISL, FAI CISL e Coldiretti convengono in un percorso di confronto delle loro specifiche esperienze associative per individuare soluzioni condivise alla crisi alimentare mondiale ed un modello produttivo sostenibile.
 
Tra gli altri sono previsti anche gli interventi di Sergio Marelli, Segretario Generale di Focsiv e di Franco Pasquali, Segretario generale di Coldiretti e Coordinatore di Retinopera.
 
Porterà il suo contributo al dibattito Michele Zannini, Presidente Nazionale di Acli Terra, Associazione professionale agricola promossa dalle Acli, che ha scelto, come pilastro della propria visione, il riferimento al valore della responsabilità etica delle imprese, come espressamente richiamata da Papa Benedetto nell’Enciclica “Caritas in Veritate”.
 
«L’economia ha bisogno di etica per il suo corretto funzionamento – sostiene Zannini – ed in questa direzione Acli Terra ribadisce la propria ferma determinazione a sostegno del diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare e la considerazione del valore della terra come una priorità universale, contro il modello economico attuale che si basa, ancor oggi, sulla separazione tra profitto e responsabilità sociale d’impresa, chiuso in un’ottica di indiscriminata massimizzazione della produzione a danno della qualità del rapporto tra le persone e i territori in cui vivono».
 






Acli Terra: soddisfazione di Zannini per decreto anti OGM.
 
“Considerevole apprezzamento e soddisfazione” sono state le parole pronunciate dal Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, che ha così commentato la firma del Decreto anti OGM da parte del Ministro delle politiche Agricole Luca Zaia.
“La decisione rispetta la volontà popolare, in percentuali altissime contraria alla coltivazione degli OGM”.
Secondo il Presidente Zannini, da tempo mobilitatosi contro l’utilizzo dell’agricoltura transgenica, con la firma del decreto si ribadiscono due pilastri della politica agricola ed alimentare italiana: la volontà di tutelare la biodiversità di più di 4500 prodotti tipici ed il rispetto del principio di precauzione che la scienza, più volte, ha consigliato di adottare. Notevole importanza assume anche lo smascheramento del falso mito che propone l’agricoltura transgenica come la soluzione al problema della fame nel mondo: gli OGM, di fatto, non fanno altro che favorire logiche esclusivamente produttivistiche e speculative delle multinazionali, producendo danni agli agricoltori ed ai consumatori.
Acli Terra conferma il pieno sostegno alla campagna anti OGM che il Ministro Zaia sta portando avanti, esprimendo una forte volontà di continuare a perseguire una linea di buon senso nella gestione di temi delicati e controversi come quello della tutela dei prodotti tipici e della sicurezza alimentare del pianeta
In attesa che il decreto firmato dal Ministro sia sottoscritto dai Ministri della Salute e dell’Ambiente, Zannini si augura che questa decisione rappresenti un ulteriore passo in avanti nella strategia di protezione delle qualità inconfondibili ed irrinunciabili della nostra agricoltura.

 




IN EVIDENZA - 22/03/2010

 

Sviluppo rurale: lista completa dei bandi di gara emanati dalle Regioni e Province autonome

Tutti i bandi dei Psr 2007-2013







Preoccupazione per le crudeltà praticate in alcune aziende bufaline.

 
Il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, esprime forte preoccupazione, sulla vicenda del macabro ritrovamento di numerose carcasse di bufali, lasciati morire qualche giorno dopo la nascita e abbandonati in un laghetto della pineta di Castel Volturno.
Ha apprezzato le iniziative in atto del Corpo Forestale dello Stato, autore della terribile scoperta, che ha provveduto a informare la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed avviato accertamenti tra le aziende zootecniche della zona, al fine di identificare i responsabili dell’uccisione degli animali.
È difatti pratica comune ad alcuni allevatori quella di abbandonare nelle campagne i bufalini, appena nati, maschi, che, al contrario delle femmine, non secernono latte per produzioni casearie. Gli animali vengono quindi lasciati morire, a causa della limitata utilizzazione della loro carne considerata costosa e, perciò, poco richiesta.
“Il nostro auspicio è che le Forze dell’Ordine riescano, nel più breve tempo possibile, a raggiungere e ad individuare i responsabili di questa pratica vergognosa, messa in atto da veri e propri criminali”, ha dichiarato Michele Zannini, convito della serietà e della professionalità degli allevatori del territorio casertano, augurandosi che l’episodio in questione, limitato e circoscritto all’azione di delinquenti senza scrupoli, non contribuisca a criminalizzare ingenerosamente la nostra filiera lattiero-casearia e l’intera Regione Campania.
VIDEO PUBBLICATO DA CORRIERE.IT

 



 

Per Acli Terra bisogna insistere su qualità e tipicità delle produzioni agricole.
 
Acli Terra dell’Irpinia e l’Apoat, società cooperativa di Produttori di olio, aderente all’Unapol, hanno organizzato una giornata di studio presso le “Verdi fattorie” di Sant’Angelo all’Esca, in provincia di Avellino, dedicata all’olivicoltura, a conclusione di un intenso programma di attività destinate al miglioramento qualitativo della produzione dell’olio d’oliva vergine.
Tre specifici corsi di aggiornamento per produttori di olio sono serviti a valorizzare le pratiche produttive, incrementando competenze e professionalità degli addetti, ma anche orientando alla sostenibilità.
Ottanta olivicoltori hanno sperimentato nuove pratiche agronomiche a difesa del suolo, dell’ambiente e del paesaggio, componenti non secondarie del valore delle produzioni di olio irpine.
Sul legame tra qualità, tipicità, ambiente e territorio, si è soffermato il Presidente nazionale di Acli Terra nel suo intervento a conclusione dei lavori della giornata di studio.
Il Presidente Michele Zannini ha riproposto l’impegno di Acli Terra nella promozione di opportunità, perché l’agricoltura italiana tragga dai territori una nuova forza per competere sui mercati, grazie proprio alle eccellenze delle sue produzioni.
In questa direzione, Zannini, ha indirizzato un appello a tutti i futuri governi regionali, perché assumano scelte amministrative protese a riconoscere la centralità dell’agricoltura nei contesti economici e sociali dei territori governati.



IRPINIA: TERRA DI QUALITA' EXTRAVERGINE 
13 MARZO 2010 - GIORNATA DI STUDIO

 

L'iniziativa, promossa da Acli Terra e da APOAT, società cooperativa associata ad Unapol, dell'Irpinia ha sottolineato il legame indissolubile tra le questioni dell'ambiente, della qualità e della tipicità delle produzioni agricole italiane.

 Il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, è intervenuto a conclusione dei lavori della giornata di studio.


Ambiente, Qualità, Tipicità e profondo Legame con il Territorio. Questa la ricetta per valorizzare l'olio extravergine d'Irpinia.

Si è tenuto sabato 13 marzo, a Sant'Angelo all'Esca (AV) presso l'Azienda Verdi Fattorie, una giorna di studio dedicata all'olivicoltura. Organizzato dall'A.P.O.O.A.T., società cooperativa aderente all'Unapol, promossa dalle Acli di Avellino, l'evento si è collocato a chiusura di una intensa attività svolta nell'ultimo anno per promuovere il miglioramento qualitativo dell'olio di oliva e ridurre l'impatto ambientale dell'attività agricola. Tra le attività dell'iniziativa, la realizzazione di tre corsi di aggiornamento sulla "Olivicoltura Sostenibile" per promuovere pratiche agronomiche a difesa del suolo, dell'ambiente e del paesaggio. Hanno partecipato attivamente circa 80 olivicoltori della provincia, a testimonianza dell'entusiasmo e della voglia di fare che ancora resiste in un settore travolto dalla concorrenza estera. Sono segnali che lasciano ben sperare: l'alta qualità, la tipicità e la caratterizzazione degli oli locali influenzati dalle condizioni pedoclimatiche, dalla diversificazione varietale, ma soprattutto dall'azione quotidiana e sempre più professionale degli uomini e delle donne impegnate nel settore, sono i punti di forza da cui ripartire. Acli Terra di Avellino, con l'iniziativa "Irpinia, Terra di qualità extravergine" ha voluto contribuire a riannodare il legame innato dell'uomo alla terra, alle tradizioni, a stili di vita più sobri ed equilibrati. E l'extravergine di oliva può ancora svolgere in agricoltura un'azione trainante nel ricondurre il consumatore attento a riscoprire le tradizioni dei territori rurali, ricchi di sorprese paesaggistiche e di un grande patrimonio culturale.

Il programma della giornata è partito, nella mattinata, con una prova dimostrativa in campo di tecniche di potatura rispettose dell'equilibrio vegetativo delle piante; nel pomerigio, una seduta didattica di assaggio degli oli da varietà Tipiche Locali come la Ravece, l'Ogliarola, la Nostrale e la Carpellese, per riconoscerne i pregi. Inoltre è seguito un approfondimento sulle condizionalità in agricoltura, in particolare sulla sicurezza alimentare e l'etichettatura. La giornata si è infine conclusa con dibattito dal tema "Ambiente, Qualità e Tipicità: strumenti di valorizzazione dell'olio di oliva" a cui ha partecipato, in chiusura dei lavori, il Presidente Nazionale di Acli Terra, Michele Zannini.






AGRICOLTURA: CESA, SETTORE A PICCO NEL SILENZIO GENERALE


Incontro Udc-Acli Terra: ma in campagna elettorale si parla di timbri e carte bollate...

 

ROMA, 11 MAR – Questa mattina, presso la sede nazionale dell’Udc di Via Due Macelli a Roma, una delegazione dell’associazione

professionale agricola Acli Terra, guidata dal presidente Michele Zannini, ha incontrato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa e il capogruppo centrista in commissione Agricoltura della Camera Giuseppe Ruvolo. L’incontro rientra nella campagna di ascolto del mondo agricolo portata avanti in questi mesi dall’Udc su tutto il territorio nazionale.

 

“L’Acli Terra – spiega Zannini – rappresenta oltre 120.000 imprese agricole italiane: chiediamo attenzione nei confronti di un comparto che dà lavoro direttamente a oltre un milione di persone e che coinvolge indirettamente quattro milioni di italiani. Serve una nuova politica agraria, che recuperi il valore strategico e la dimensione sociale dell’agricoltura”.

 

“L’agricoltura italiana – sostengono Cesa e Ruvolo – è finita da tempo in un cono d’ombra, e questa campagna elettorale in cui si parla solo di timbri e carte bollate sta solo peggiorando la situazione. Non ci rassegniamo a veder cadere a picco un settore fondamentale della nostra economia che paga sulla propria pelle la latitanza del governo e il silenzio dei mezzi di comunicazione”.

 

Ufficio Stampa Udc






Appello di Acli Terra al Governo contro le coltivazioni di OGM.
 
Acli Terra ribadisce la sua decisa opposizione all’impiego di OGM in agricoltura e non apprezza l’autorizzazione della Commissione europea alla coltivazione di patate transgeniche. La maggioranza dei consumatori e dei produttori è sicuramente contraria ad interventi che promettono di snaturare i caratteri identitari e tipici delle produzioni agricole italiane. L’opposizione di Acli Terra non ha nulla di ideologico, è fondata sul rispetto del principio di precauzione che la scienza, più volte, ha consigliato di adottare, in attesa di certezze, che mancano, sul fronte della sicurezza alimentare, della salute e della tutela delle qualità. Acli Terra condivide le dichiarazioni del ministro Zaia che rivendicano la sovranità degli Stati membri in materia. L’agricoltura tradizionale, quella tipicamente italiana, merita di essere protetta, salvaguardata, perché incarna una ricchezza di valori economici ed immateriali che non può essere annullata dal prevalere di logiche esclusivamente produttivistiche e speculative. Il Presidente di Acli Terra, Zannini, conferma, pertanto, la disponibilità della sua Associazione a mobilitarsi, anche per un referendum, al fine di scongiurare effetti di omologazione delle agricolture europee, destinati a mortificare le sovranità dei singoli Paesi, nella convinzione che l’Italia e l’agricoltura italiana hanno bisogno, con urgenza, di politiche agricole adeguate, piuttosto che di OGM.  In questa direzione Zannini si rivolge al Governo italiano ed al suo Ministro dell’Agricoltura, perché intervengano con decisione su una materia che, abbandonata a se stessa, rischierebbe conseguenze gravi, oltre che assurde, per l’economia agricola italiana. La nostra agricoltura, nella stragrande maggioranza, è fatta del lavoro di centinaia di migliaia di famiglie contadine che hanno bisogno di essere sostenute nella fatica quotidiana di difesa della tipicità e della qualità di produzioni inconfondibili, la cui eccellenza è il loro vero ed unico valore aggiunto.






Adesione di Acli Terra alla Giornata di Mobilitazione
"24 ore senza di noi" del 1 Marzo 2010



Acli Terra, aderisce ufficialmente alla giornata di mobilitazione in favore degli immigrati "24 ore senza di noi", del 1 marzo 2010. La nostra Associazione ritiene fondamentale la difesa e la tutela dei diritti degli immigrati, senza dei quali molteplici comparti della nostra economia, in primis l'agricoltura, sarebbero notevolmente danneggiati. Condannando ogni forma di razzismo e di xenofobia, Acli Terra si schiera a favore della manifestazione non violenta, allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza e sul valore aggiunto della presenza degli immigrati in Italia. Intendiamo così affermare e difendere un'idea dell'accoglienza che parte dal riconoscimento della dignità di tutte le persone, convinti che il lavoro sia l'occasione privilegiata per creare integrazione e coesione sociale.
Nella stessa direzione, in tutte le forme possibili, ribadiremo la domanda di rapida pubblicazione del Decreto Flussi e della semplificazione di adempimenti amministrativi ancora eccessivi, particolarmente nel settore agricolo, che ha bisogno di lavoratori stagionali con assoluta urgenza.



Logo di Giuseppe Cassibba

 







17.02.10 - C'è bisogno di concertazione e di un migliore coordinamento strategico per garantire la sicurezza alimentare e prevenire l'insorgere di crisi come quella che sta affrontando l'agricoltura mondiale. Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato l'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oggi al Consiglio dei governatori dell'Ifad.

 

"Ha ragione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: c'è bisogno di concertazione e di un migliore coordinamento strategico per garantire la sicurezza alimentare e prevenire l'insorgere di crisi come quella che sta affrontando l'agricoltura mondiale".
Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato l'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 17 febbraio al Consiglio dei governatori dell'Ifad.
"Perché non di una crisi italiana si tratta, come vorrebbero far credere coloro che non si fanno scrupolo di ingannare i contadini raccontando bugie, ma di una congiuntura internazionale provocata da chi ha preferito la finanza all'economia, anteponendo l'interesse delle élite a quello dei popoli. Il cibo, ha proseguito Zaia, è stato fino ad oggi considerato una merce su cui speculare, una terra franca alla mercé del più forte".
"La risposta a questa crisi non sono gli Ogm. Quelli che la pensano così non hanno imparato la lezione, ha concluso il Ministro, e vorrebbero continuare ad usare la terra come un serbatoio inesauribile. I contadini, sulle cui spalle si regge oggi il peso della crisi e le sue soluzioni, perderebbero, con gli Ogm, la loro sovranità sulle sementi, che diverrebbero patrimonio delle multinazionali. Non lo permetteremo".

Dal sito Agricoltura Italiana On Line

 

 



 

Roma, 10-02-10. OGM – Acli Terra apprezza la proposta Barroso

Condivisione e apprezzamento di Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, per le dichiarazioni rese dal Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, relative alle questioni sollevate dalla discussione in atto sulla coltivazione di organismi geneticamente modificati.
Nel giorno dell'investitura del nuovo Esecutivo europeo, Barroso ha ipotizzato un nuovo sistema di autorizzazione comunitario, intanto dotato di adeguate acquisizioni scientifiche, che lasci liberi gli Stati membri di decidere autonomamente per il territorio di riferimento, contrastando di fatto la recente sentenza del Consiglio di Stato Italiano, che impone al Ministero delle Politiche Agricole di concludere il procedimento di autorizzazione a coltivare una particolare varietà di mais OGM.
«Si tratta di una proposta che sostiene e valorizza la democrazia e il rispetto della sovranità del popolo – afferma Zannini.
Una tale procedura darebbe spazio alla partecipazione attiva ed al protagonismo dei produttori e dei consumatori, in particolare degli agricoltori più direttamente impegnati in produzioni di qualità. Nessuno Stato e nessuna Istituzione, per quanto autorevole, ha il diritto di imporre, e perfino di autorizzare, comportamenti che possono incidere in maniera tanto decisiva nella qualità della vita delle persone, senza richiedere la loro opinione attraverso procedure di autentica responsabilizzazione.  
La questione degli OGM è molto seria: ci troviamo di fronte ad un problema non solo economico, che implica radicali valutazioni politiche ed etiche. Lo scontro non è ideologico, non è tra tradizione ed innovazione. Per Acli Terra è una questione di scelte e di comportamenti che concorrono a dare  un senso e ad un significato al produrre. Il primato della tutela delle tipicità e dell’ambiente, della salvaguardia delle biodiversità naturali e dell’integrità delle produzioni alimentari è una  prospettiva socialmente e culturalmente non negoziabile con gli interessi di visioni esasperate, sul piano industriale, del produrre e del distribuire. Noi sappiamo che la stragrande maggioranza dei produttori e dei consumatori non vuole l’introduzione di OGM; ciò avvalora la necessità di praticare forme democratiche di accertamento  delle reali volontà e disponibilità alla coltivazione e al consumo di prodotti transgenici». Serve pertanto, per Acli Terra, un serio confronto, tra gli interessi diversi in campo, ricco di basi scientifiche di discussione e, soprattutto, veramente libero da condizionamenti, che parta dalla peculiarità e distintività dell’agricoltura italiana o, meglio, delle tante agricolture tipiche italiane.

 



 

Acli Terra al convegno "Dottrina sociale della Chiesa e Marketing"

Il Presidente di Acli Terra, Michele Zannini, parteciperà al convegno sul tema “DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E MARKETING TERRITORIALE: una FERRARI ai box del presente per le future piste dell’agricoltura, artigianato, industria, commercio e libere professioni”, evento previsto per il 6 Febbraio e inserito nel programma della “Festa dell’Animella”, manifestazione organizzata a Collevalenza, frazione del Comune di Todi. dalle Acli e dalla Coldiretti.

La Festa dell’Animella affiancherà a momenti di divertimento e di gioco numerose manifestazioni di “cultura della memoria, riflessioni sul presente e luci di speranza per il futuro di ciascuno nel segno del bene comune”.

In tale ottica, si inserisce il convegno a cui Zannini prenderà parte insieme ai massimi Dirigenti nazionali Acli e Coldiretti, a S.E. il vescovo di Orvieto-Todi, giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni e di categoria.

LA LOCANDINA DELL'EVENTO

 




Acli Terra pronta per un referendum anti OGM

Napoli - 02/01/2010  - Comunicato Stampa di Acli Terra - Intervenendo all’Assemblea delle Regioni Acli del Sud e delle Isole, impegnate nel percorso della Conferenza Organizzativa e Programmatica delle Acli, Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, ha espresso profonda preoccupazione per la recente sentenza del Consiglio di Stato, che impone al Ministero delle Politiche Agricole di concludere il procedimento di autorizzazione a coltivare una particolare varietà di mais OGM.
Dal primo aprile la sentenza permetterebbe l’esistenza delle prime piantagioni geneticamente modificate, destinate a causare  un grave danno al patrimonio di biodiversità e di tipicità  dell’agricoltura italiana.
Acli Terra sceglie di difendere e tutelare i caratteri distintivi delle produzioni agricole nazionali, pronta a mobilitare gli associati anche per una iniziativa referendaria contro gli OGM.
Le colture transgeniche, non solo mantengono l’agricoltura subalterna alle logiche industriali, ma introducono, con i brevetti e i contratti di coltivazione, una forma di controllo sulla produzione di cibo che mette a repentaglio la sicurezza alimentare del pianeta, sommandosi ai rischi di inquinamento genetico che minacciano la biodiversità naturale e l’integrità delle produzioni alimentari.

Fondamentalmente anche per questioni di sicurezza alimentare la stragrande maggioranza dei produttori e dei consumatori si oppone all’introduzione di OGM.

In quest’ottica, non per riserva di natura ideologica, gli OGM rappresentano un modello di produzione insostenibile.
Acli Terra condivide le prese di posizioni del Ministro Zaia e gli chiede di essere conseguente, intervenendo egli stesso con un emendamento riparativo nel decreto ‘mille proroghe’ e di dare concreta attuazione a scelte che formalizzino regole di tracciabilità e di etichettatura alle produzioni agroalimentari per scongiurare rischi economici ed ambientale di proporzioni imprevedibili.

 


 





Lettera congiunta (ALPA, AIAB, Acli Terra e Rete Fattorie Sociali)
al Ministro delle Politiche Agricole

Le organizzazioni ALPA Cgil, AIAB, Acli Terra e la Rete delle Fattorie Sociali hanno scritto una lettera al Ministro Luca Zaia ed al Sottosegretario Antonio Buonfiglio per denunciare le gravi difficoltà in cui si trova l’agricoltura nelle aree svantaggiate e montane, in questa fase di crisi economica e sociale generale. Inoltre, hanno sottolineato come la sopravvivenza delle piccole imprese agricole, che comunque svolgono un’importante funzione agro-ambientale, sia messa in discussione anche dai mancati sgravi contributivi.

Pertanto, le scriventi organizzazioni agricole richiedono che, in sede di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2009 n. 194, recante la proroga dei termini previsti da disposizioni legislative, siano reintrodotte e portate a regime, per il triennio 2010 – 2013, le agevolazioni contributive.

Visualizza la lettera


 





MICHELE ZANNINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE DI
ACLI TERRA

 

Secondo mandato per Michele Zannini, eletto, all’unanimità, alla carica di Presidente di Acli Terra, dal Comitato nazionale dell’Associazione agricola delle Acli.

 

Ai lavori del Comitato, introdotti dallo stesso Zannini, primo eletto al Congresso nazionale di Acli Terra di Agrigento, hanno preso parte anche Michele Rizzi, Vice Presidente vicario delle Acli, e componente di diritto del Comitato di Acli Terra, e Pier Paolo Napoletano, membro di Presidenza delle Acli e responsabile della funzione Sviluppo associativo e del Coordinamento delle Associazioni specifiche.

 

Su proposta del Presidente, il Comitato ha eletto, in prosieguo, la  Presidenza nazionale dell’Associazione, nelle persone di Tommaso Loiodice, Vice Presidente vicario, Vito Oro, Vice Presidente ed Ernesto Ambu, Giuseppe Cecere, Nicola Perricone e Tommaso Pupa, quali componenti.

 

Il vertice dell’Associazione si è completato con la nomina del Direttore generale di Acli Terra nella persona di Paolo Cipriani, già Direttore dell’Unapol e del Caa Acli.

 

Nella sua relazione al Comitato, Zannini ha ribadito le linee essenziali della visione politica che Acli Terra ha rappresentato nel suo recente Congresso nazionale. Lo stesso  tema del Congresso, “Persone, comunità e territori: per un nuovo umanesimo rurale”, è stato ripreso dal suo ragionamento che ha ribadito l’interesse per un’economia che torni a centrare sull’uomo le sue ragioni, il valore imprescindibile dei cosiddetti “elementi di qualità e tipicità dell’agricoltura italiana”, l’impegno per la promozione dell’agricoltura multifunzionale e di un nuovo welfare rurale.

 

Il neo Presidente ha confermato la scelta di Acli Terra, a sostegno dell’impiego di energia derivata da fonti rinnovabili, la priorità di una politica che consideri l’acqua “un diritto più che un bisogno”, l’urgenza di politiche necessarie a rigenerare il clima, e, infine, la storica opposizione, non ideologica, all’utilizzo di OGM e la conferma del principio di precauzione.

 

Intervenendo a conclusione del dibattito, Michele Rizzi ha sottolineato il grande valore del Congresso celebrato ad Agrigento ed ha espresso la soddisfazione di tutte le Acli per un’Associazione specifica che è stata in grado di riacquisire una considerevole capacità di rappresentanza del mondo agricolo e che, di fatto, incarna i valori della più autentica tradizione associativa delle Acli.

 

Già Presidente provinciale delle ACLI di Caserta, organizzazione nella quale ha maturato pienamente la sua formazione sociale e politica, Michele Zannini, ne è da sempre leader storico riconosciuto e apprezzato nel contesto sociale e sindacale.



La sua lunga militanza è stata contrassegnata da incarichi di rilievo, come quello di Presidente regionale delle ACLI della Campania, di Dirigente nazionale delle Acli Terra negli, nonché dalla elezione a Presidente della Consulta regionale dell’Emigrazione ed Immigrazione della Campania, e dalla nomina quale esponente laico nella Consulta Episcopale Regionale per la Pastorale del Lavoro.





Pubblicata la Mozione approvata a conclusione dei lavori del
IV Congresso nazionale di Acli Terra.


LINK per il download della Mozione




IVREA 15-11-2009 GIORNATA NAZIONALE DEL RINGRAZIAMENTO:

ZANNINI (Acli Terra): SCOMMETTERE SU UNA NUOVA CENTRALITÀ DELL’AGRICOLTURA.

 

 

Intervenendo ad Ivrea alle manifestazioni promosse dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per la celebrazione della Giornata Nazionale del Ringraziamento il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ha dichiarato: “La crisi economico-finanziaria, che sta interessando tutti i comparti produttivi, ha ormai raggiunto proporzioni insostenibili per l’agricoltura in genere e per quella italiana in particolare, della quale esalta perfino le difficoltà strutturali, fino al rischio di una degenerazione dell’intero comparto per gli effetti della crisi sulla stessa tenuta sociale.

 

Il rischio maggiore è che venga compromesso, in maniera incontrollabile, il lavoro e la ricchezza di intere generazioni di agricoltori e di famiglie di contadini, mentre tutti siamo consapevoli che non vi è ancora all’orizzonte un qualsiasi modello di società che possa fare a meno della dimensione rurale come dimensione di comunità fondamentale.

 

Certamente servirà in futuro non meno agricoltura, ma più agricoltura, per assicurare l’autosufficienza alimentare e dunque la relativa sovranità, ma anche, e principalmente, per il conseguimento di nuovi obiettivi economici e sociali ecosostenibili, ben oltre la dimensione puramente produttivistica.

 

Per una sorta di nemesi storica l’agricoltura è destinata sempre più a perdere il suo carattere settoriale e a divenire parte integrante di più complesse politiche economiche, modulate rispetto alle esigenze di molteplici realtà locali che rivendicheranno, come già stanno facendo, il diritto a sopravvivere e lotteranno per evitare percorsi di marginalizzazione e di sottosviluppo.

 

Ciò porta a scommettere su una nuova centralità economica e sociale dell’agricoltura, sulla valorizzazione della dimensione territoriale e sulla moltepli­cità delle funzioni che un’agricoltura veramente moderna può svolgere proprio nella dimensione territoriale.

 



Comunicato Stampa - Agricoltura sociale e nuovo welfare rurale

 

Si è tenuto a Matera il Convegno nazionale promosso da Acli Terra sul tema “Agricoltura sociale e nuovo welfare rurale”.

Aperto dai contributi dei dirigenti delle Acli e di Acli Terra della Basilicata, Domenico Corrado, Gennaro Napodano, Gennaro Bonelli, Emanuele Brescia, Leonardo Braico e Giulio Sarli, il Convegno ha sviluppato una discussione molto articolata sulla dimensione sociale, oltre che economica, dell’agricoltura e sulla proponibilità di un nuovo welfare rurale.

Autorevoli presenze di dirigenti nazionali delle Acli, e di diverse regioni italiane, da Gianluca Budano a Giuseppe Cecere, a Tommaso Loiodice, a Pasquale Orlando, a Pier Paolo Napoletano, a Filippo Pugliese, a Paolo Cipriani, hanno qualificato l’iniziativa nel segno di una manifesta pratica di integrazione tra l’Associazione professionale agricola e le Acli in tutte le loro forme organizzative specifiche.

Molto apprezzati i contributi dell’Assessore regionale all’Agricoltura, On. Vincenzo Viti, che delineato tutte le iniziative in cantiere presso la Regione Basilicata rivolte allo sviluppo dell’agricoltura sociale, e dell’ On. Senatrice Maria Antezza.

La relazione centrale del Convegno è stata tenuta da Alfonso Pascale, Presidente della Rete Nazionale delle Fattorie sociali, che ha sottolineato ed apprezzato la collaborazione con Acli Terra, con la quale conviene nel ritenere non rinviabile una forte riconsiderazione del comparto agricolo da parte delle autorità pubbliche ed istituzionali.

I lavori del Convegno sono stati presieduti e coordinati da Michele Rizzi, Vice Presidente Nazionale Vicario delle Acli che, nel suo intervento, ha richiamato la volontà delle Acli di investire il massimo interesse possibile per lo sviluppo dell’associazionismo professionale agricolo, quasi come un ritorno alle origini del movimento.

Per Rizzi le condizioni del comparto agricolo in Italia ripropongono, con particolare sollecitudine, alle forze politiche, di governo e di opposizione, il dovere di riconsiderare i termini della questione meridionale in una visione aggiornata che riassuma il ruolo essenziale dell’agricoltura, in maniera non convenzionale, per l’immenso capitale sociale che essa è in grado di esprimere.

Ha concluso i lavori del Convegno l’intervento del Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, che ha precisato come l’agricoltura sociale non è, semplicisticamente, un’evasione, né un’alternativa alle forme più tradizionali di agricoltura e neppure una opportunità di diversificazione; è, invece, un insieme di esperienze e di pratiche che possono concretamente integrare attività produttive e benefici sociali e generare una nuova coesione nelle comunità rurali .

In definitiva, per Zannini, un’agricoltura che, mentre esige più welfare pubblico, a sostegno di persone e territori spesso “marginali”, che salvaguardano comunità, paesaggi, tipicità e biodiversità, promuove, essa stessa, forme originali di welfare rigenerativo.

 



Agricoltura sociale e nuovo welfare rurale
Convengo - Matera 23 Ottobre 2009


La Presidenza Nazionale di Acli Terra ha organizzato il Convegno Nazionale  sul tema "Agricoltura sociale e nuovo welfare rurale", che si terrà venerdì 23 Ottobre p.v., alle ore 15,30, presso il Centro Congressi Hilton Garden Inn di Borgo Venusio, Matera.

E' importante segnalare la rilevanza politicamente strategica del tema, che concorre alla più ampia riflessione in atto sul ruolo dell’agricoltura, in Italia e nel mondo.

Un ruolo irrinunciabile per affrontare, con consapevolezza e responsabilità, questioni radicali di esistenza e di convivenza.

Il contributo della Rete delle Fattorie sociali, con la quale Acli Terra collabora costantemente, tende a qualificare la riflessione di Matera sullo specifico spazio sociale di un modello di agricoltura che, oltre ad assicurare esiti produttivi ed economici importanti, si configura come un’opportunità di salvaguardia di territori, di comunità locali, di qualità e valori essenziali alla coesione sociale.

 



 




Stato di avanzamento dei PSR

Cliccando su questo Link è possibile consultare tutte le informazioni relative ai PSR.


 



Terre pubbliche ai giovani


Entro il 4 ottobre 2009 l'Agenzia del demanio, d'intesa con il Ministero delle politiche agricole, dovrà individuare i beni liberi di proprietà dello Stato aventi destinazione agricola non utilizzabili per altri fini istituzionali che potranno essere ceduti in affitto a giovani imprenditori agricoli sulla base degli indirizzi adottati con decreto del Ministro delle politiche agricole, di concerto con il Ministro dell'economia.

Con le stesse modalità anche gli enti pubblici statali e le Regioni potranno cedere in affitto beni aventi destinazione agricola di cui siano proprietari.

Lo stabilisce l’art. 4-quinquies della legge 3 agosto 2009, n. 102 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali”.







Acli Terra sostiene la “rete dei Municipi Contadini”



 Il 15 settembre, a partire dalle ore 10, con conferenza stampa, si riuniscono a Castelvolturno i rappresentanti di decine di Municipi, provenienti da tutte le Regioni del Mezzogiorno, per presentare in maniera formale, il nuovo soggetto, "Rete dei Municipi contadini", nato con un primo coordinamento il trascorso 17 luglio a Policoro in Basilicata.

La scelta di Castelvolturno non è certo casuale.

La Città rappresenta l'emblema delle contraddizioni meridionali più stridenti nello stretto intreccio tra difesa del territorio e delle bellezze naturali, devastazioni ambientali, difesa della piana più produttiva del mondo, caos sociale, immigrazione di massa, uso speculativo delle risorse territoriali con le devastanti conseguenze della delinquenza organizzata.

Rappresenta tutto questo, come una vera e propria sede simbolica, il Municipio di Castelvolturno, dove, da oltre due anni, si sta tentando di difendere quello che fino a ieri era il comparto agricolo più forte d'Italia: l'allevamento bufalino, campanello d'allarme e simbolo di una crisi agricola devastante che non interessa affatto solo i settori più deboli e marginali della nostra agricoltura.

Acli Terra apprezza e sostiene la scelta di dare vita alla Rete, il cui valore e significato politico è intrinseco nella scelta stessa, al di là del documento fondativo e della piattaforma.

I Comuni rurali intendono essere protagonisti di una stagione di riscatto di tutto il comparto agricolo, fondamentale ed insostituibile per l’economia italiana.

La Rete non è volta a sostituire il ruolo proprio delle OO. Sindacali e professionali, ma a colmare il gravissimo vuoto Istituzionale purtroppo registrato costantemente di fronte a tante istanze di crisi agricola che provengono dal territorio e che, puntualmente, finiscono per scaricarsi sulle Collettività locali e sui Municipi.

Acli Terra sarà presente nella manifestazione di Castelvolturno il giorno 15, impegnando il Presidente nazionale dell’Associazione, Michele Zannini, per dare il proprio convinto sostegno all’iniziativa, auspicando, nel contempo, che i tanti Comuni nei quali sono solide le tradizioni di collaborazione con Acli Terra e con le Acli  confermino la volontà di partecipare e di associarsi.

Si adopererà in concreto in tal senso e darà il proprio contributo perché, dopo la formalizzazione del nuovo soggetto, si giunga presto a forme di coordinamento provinciali e regionali tra i Comuni associati.